Per un artigiano che fa pubblicità su Google, il modulo ideale ha pochi campi: nome, telefono, comune o zona, una breve descrizione del lavoro e il consenso privacy. Ogni campo in più riduce le richieste. Meglio evitare indirizzo completo, codice fiscale e domande tecniche: si chiedono dopo, al telefono.
Progettazione di pagine e moduli per campagne Google Ads, servizio professionale per artigiani che ricevono visite ma poche richieste di preventivo. Spesso il punto debole è proprio il modulo: troppo lungo, troppo complicato, oppure così corto da portare solo richieste inutilizzabili.
Quanti campi servono davvero?
Nella maggior parte dei casi quattro o cinque. Il modulo deve raccogliere solo quello che serve per richiamare il cliente e capire di cosa ha bisogno. Tutto il resto si chiede al telefono o al sopralluogo. Chi arriva da un annuncio, spesso da smartphone, abbandona volentieri un modulo che sembra una pratica burocratica.
I campi da tenere
- Nome: basta il nome, senza obbligo di cognome.
- Telefono: per un artigiano è il dato più utile, perché la richiamata è il modo più veloce per chiudere un preventivo.
- Comune o zona: serve per capire subito se l’intervento è nell’area servita. Un campo libero o un menu con i comuni principali.
- Descrizione breve: un campo di testo con un esempio nel segnaposto, tipo “perdita sotto il lavello” o “imbiancare due stanze”.
- Consenso privacy: obbligatorio, con link all’informativa.
L’email può essere facoltativa. Per alcuni lavori, come i preventivi di serramenti o traslochi, è utile per inviare documenti, ma renderla obbligatoria fa perdere chi preferisce essere chiamato.
I campi da evitare
- Indirizzo completo: si chiede quando si fissa l’appuntamento.
- Codice fiscale o partita IVA: servono per la fattura, non per un primo contatto.
- Domande tecniche obbligatorie (“tipo di caldaia”, “metri quadri esatti”): molti clienti non le conoscono e si fermano.
- Budget disponibile: imbarazza e spesso porta risposte poco realistiche.
- Doppia conferma di email o telefono: allunga il modulo senza vantaggi reali.
- Captcha complicati: meglio sistemi antispam invisibili.
Moduli brevi e spam: come bilanciare
Un modulo cortissimo riceve più richieste, ma anche più spam e più contatti poco seri. La soluzione non è allungarlo, ma filtrare con strumenti che il cliente non vede: un campo nascosto che solo i programmi automatici compilano, un controllo sul tempo di compilazione, la verifica del formato del numero di telefono. Così il modulo resta semplice per le persone e scomodo per i robot.
Domande e risposte rapide
Meglio un modulo in una pagina o in più passaggi?
Per un artigiano di solito basta una pagina sola. I moduli a passaggi possono funzionare per richieste più complesse, come un preventivo di trasloco con piani, metri cubi e date, perché spezzano le domande e sembrano meno pesanti.
Dove va messo il modulo nella pagina?
Su computer può stare di lato, sempre visibile. Da smartphone conviene un pulsante “Richiedi preventivo” in alto che porta al modulo, mentre il pulsante di chiamata resta il primo elemento visibile.
Cosa succede dopo l’invio?
Il cliente deve vedere un messaggio chiaro, per esempio “Grazie, la richiamiamo entro poche ore lavorative”. È anche il momento in cui la conversione viene registrata in Google Ads: per questo la pagina di ringraziamento o l’evento di invio vanno tracciati correttamente.
E il modulo dentro l’annuncio?
Google Ads offre anche l’asset modulo per i lead, che fa compilare i dati senza visitare il sito. È comodo, ma richiede di scaricare o ricevere i contatti in modo automatico e di richiamarli in fretta: una richiesta lasciata lì per due giorni è una richiesta persa.
Un esempio di modulo prima e dopo
Per chiarire, ecco un caso costruito a scopo di esempio. Un’impresa di traslochi ha sul sito un modulo con dodici campi, tutti obbligatori: nome, cognome, email, conferma email, telefono, indirizzo di partenza, indirizzo di arrivo, piano, ascensore sì o no, metri cubi stimati, data, note.
La versione rivista ne tiene sei: nome, telefono, comune di partenza, comune di arrivo, periodo indicativo e un campo libero per descrivere cosa va trasportato. L’email diventa facoltativa. Piani, ascensore e volumi si chiedono al telefono o durante il sopralluogo, quando il cliente è già interessato.
In casi come questo ci si può ragionevolmente aspettare più richieste complete, perché il cliente non si blocca a metà davanti a domande a cui non sa rispondere. Il numero preciso dipende da troppi fattori per prometterlo, ma la direzione è quasi sempre questa.
Gli errori tecnici da controllare
- moduli che su smartphone escono dallo schermo o hanno campi minuscoli;
- campo telefono che non apre la tastiera numerica;
- messaggi di errore poco chiari, che cancellano tutto quello che il cliente aveva scritto;
- email di notifica che finiscono nello spam e nessuno legge.
L’ultimo punto è il più subdolo: il modulo funziona, le campagne registrano conversioni, ma le richieste non arrivano a nessuno. Va provato periodicamente con un invio di test, controllando che la richiesta arrivi davvero a chi deve richiamare.
Il vero segreto: richiamare subito
Il miglior modulo del mondo non serve se le richieste restano nella casella email fino a sera. Chi chiede un preventivo, spesso, lo chiede anche a due o tre concorrenti. Rispondere per primi è un vantaggio enorme. Per questo consigliamo di ricevere le richieste anche via WhatsApp o notifica sul telefono, non solo per email.
Quando realizziamo landing page per Google Ads il modulo è progettato insieme al tracciamento, così ogni richiesta viene contata e collegata alla campagna che l’ha generata. Se vuole capire quanto costa ogni richiesta nel suo settore, può fare una prova con il simulatore di budget.
Il nostro team è disponibile per rivedere il modulo del suo sito: ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure compili il modulo contatti, che naturalmente chiede solo l’essenziale.
Domande frequenti
Il campo email deve essere obbligatorio?
Per un artigiano di solito no. Il telefono è il dato più utile per richiamare e chiudere il preventivo, mentre l’email obbligatoria fa perdere chi preferisce essere chiamato. Si può lasciare facoltativa, utile per chi vuole ricevere il preventivo scritto o inviare documenti.
Come ridurre lo spam senza allungare il modulo?
Si possono usare filtri invisibili: un campo nascosto che solo i programmi automatici compilano, un controllo sul tempo di compilazione e la verifica del formato del numero di telefono. Così il modulo resta breve per le persone e meno accessibile ai robot, senza captcha complicati.
Conviene usare il modulo per i lead di Google Ads?
Può essere utile, perché il cliente lascia i dati senza aprire il sito. Bisogna però organizzarsi per ricevere i contatti subito e richiamarli in fretta. Se le richieste restano ferme per giorni, il vantaggio si perde e il budget speso non porta lavoro.
