La gestione Google Ads costa da 150 € al mese più IVA, a cui si somma il budget pubblicitario che lei paga direttamente a Google. Il canone aumenta solo se servono più campagne, più zone o una landing page. Per un artigiano consigliamo di partire con circa 300-600 € al mese di budget. Nessun vincolo, preventivo personalizzato.
Gestione campagne
da 150 €/mese + IVA
- Una zona e un settore
- Annunci, parole chiave, esclusioni
- Tracciamento chiamate e moduli
- Ottimizzazione settimanale
- Report mensile
Budget pubblicitario
deciso da lei
- Pagato direttamente a Google
- Account intestato a lei
- Si alza o si abbassa quando vuole
Prezzi chiari per la gestione Google Ads di artigiani e attività locali: il servizio professionale parte da 150 € al mese più IVA, senza costi di attivazione nascosti e senza contratti annuali. Qui sotto spieghiamo cosa comprende questa cifra, quando può salire e quanto conviene investire in pubblicità.
Due voci di spesa separate
Chi fa pubblicità su Google sostiene due costi distinti, ed è bene non confonderli:
- Il canone di gestione, che paga a noi per il lavoro di impostazione, controllo e ottimizzazione delle campagne.
- Il budget pubblicitario, cioè il costo dei clic, che paga direttamente a Google con la sua carta o con bonifico, nell’account intestato alla sua attività.
Non facciamo da intermediari sul budget e non applichiamo percentuali nascoste sulla spesa: quello che versa a Google lo vede tutto nelle fatture di Google.
Cosa comprende la gestione da 150 € al mese
Il canone base è pensato per l’artigiano tipico: uno o due servizi principali, una zona di lavoro definita, un budget pubblicitario contenuto. Include:
- analisi iniziale di ricerche e concorrenza nella sua zona;
- creazione o riorganizzazione dell’account Google Ads a suo nome;
- scelta delle parole chiave e delle esclusioni;
- scrittura degli annunci e degli asset (chiamata, sitelink, località);
- impostazione del tracciamento di chiamate, moduli e clic su WhatsApp;
- controllo settimanale dei termini di ricerca, delle offerte e del budget;
- report mensile in parole semplici e un confronto telefonico quando serve;
- assistenza su telefono e WhatsApp nei giorni lavorativi.
Quando il canone è più alto
Non abbiamo un listino rigido a fasce, perché due attività con lo stesso mestiere possono avere esigenze molto diverse. Il canone cresce quando cresce il lavoro necessario, ad esempio se:
- bisogna promuovere molti servizi diversi, ognuno con le sue campagne e i suoi annunci;
- le zone da coprire sono numerose o lontane tra loro, con campagne separate per area;
- l’attività opera in più settori, come un’impresa che fa sia edilizia che impianti;
- il budget pubblicitario è alto e richiede controlli più frequenti;
- serve realizzare una o più landing page per Google Ads, che quotiamo a parte.
Dopo il primo confronto gratuito le inviamo un preventivo personalizzato e scritto, con l’importo mensile esatto e cosa comprende. Nessuna sorpresa a fine mese.
Quanto budget pubblicitario serve per partire
Risposta breve: per un artigiano che lavora su una provincia consigliamo in genere un budget di partenza tra 300 e 600 € al mese pagati a Google, cioè circa 10-20 € al giorno.
È una indicazione, non una regola. Il budget giusto dipende da quanto costano i clic nel suo settore e nella sua zona: le urgenze di fabbri e idraulici nelle grandi città hanno clic più cari rispetto, ad esempio, ai lavori di giardinaggio in provincia. Con meno di 200 € al mese è difficile raccogliere abbastanza dati per migliorare le campagne; in quei casi glielo diciamo apertamente prima di iniziare.
Per avere una stima su misura, con settore e zona, può usare il nostro simulatore di budget Google Ads.
Cosa non è incluso
- Il budget pubblicitario versato a Google.
- La realizzazione o il rifacimento del sito, e le landing page, che sono preventivate a parte.
- Servizi di posizionamento SEO, gestione dei social o grafiche.
- Eventuali costi di strumenti esterni, se lei sceglie di usare un servizio di numeri di tracciamento dedicato.
Nessun vincolo, nessuna penale
La gestione funziona mese per mese. Se decide di interrompere basta avvisarci entro la fine del mese in corso: l’account resta suo, con tutte le campagne e lo storico. Può anche mettere in pausa le campagne per ferie o periodi di troppo lavoro e riprendere quando vuole.
Un esempio di spesa totale
Ipotizziamo un elettricista che lavora in una provincia con un servizio principale: canone di gestione 150 € più IVA e budget Google di 450 € al mese. La spesa complessiva è di circa 600 € al mese più IVA sul canone. Se con queste cifre arrivassero, ad esempio, venti contatti utili, ogni richiesta costerebbe circa 30 €. Sono cifre d’esempio: i numeri reali li misuriamo e glieli mostriamo ogni mese.
Per un preventivo sulla sua attività ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure compili il modulo nella pagina contatti. La prima analisi è gratuita.
Domande frequenti
Il budget pubblicitario lo pago a voi?
No. Il budget lo paga direttamente a Google, con la sua carta o con bonifico, nell’account intestato alla sua attività. Riceve le fatture di Google a suo nome. A noi paga solo il canone di gestione, separato e indicato chiaramente nel preventivo, senza percentuali nascoste sulla spesa.
C’è un costo di attivazione?
Per un account semplice l’impostazione iniziale è compresa nel primo mese di gestione. Se invece serve un lavoro iniziale più corposo, ad esempio molte campagne da costruire, la riorganizzazione di un account molto disordinato o la creazione di una landing page, lo indichiamo nel preventivo prima di iniziare.
Posso cambiare il budget durante il mese?
Sì. Il budget su Google si può aumentare o ridurre in qualsiasi momento: basta dircelo con un messaggio. Capita spesso in alta stagione, quando conviene spingere, o nei periodi in cui l’agenda è già piena e le chiamate in più non potrebbero essere gestite.
Il canone resta lo stesso se aumento il budget?
Per aumenti moderati sì. Se il budget cresce molto o si aggiungono nuovi servizi e nuove zone, il lavoro di gestione aumenta e ne parliamo insieme prima di cambiare il canone. Non ci sono adeguamenti automatici legati alla percentuale di spesa.
