Prima di scegliere un esperto Google Ads chieda a chi sarà intestato l’account, come viene pagato il budget, quanto costa la gestione e se ci sono vincoli, cosa viene misurato, ogni quanto riceve un report e chi segue concretamente le campagne. Risposte vaghe su questi punti sono un campanello d’allarme.
Gestione campagne Google Ads in tutta Italia, servizio professionale per chi vuole più richieste di preventivo senza sorprese: ogni settimana parliamo con titolari che hanno avuto esperienze deludenti con agenzie o freelance. Quasi sempre il problema si poteva evitare all’inizio, facendo le domande giuste prima di firmare.
Ecco le dieci che le consigliamo di porre a chiunque, noi compresi. Accanto a ciascuna trova la risposta che dovrebbe aspettarsi e i segnali che invece la devono mettere in guardia.
1. A chi sarà intestato l’account Google Ads?
La risposta corretta è una sola: a lei. L’account deve essere della sua azienda, con il suo profilo pagamenti, e l’esperto deve accedere come utente invitato o tramite un account di gestione collegato. Se l’account è intestato all’agenzia, quando interromperà il rapporto perderà lo storico, i dati di conversione e anni di ottimizzazioni. Ne parliamo più a fondo nell’articolo dedicato all’account intestato al cliente.
2. Il budget pubblicitario lo pago io a Google o passa da voi?
Meglio che lo paghi direttamente a Google, con la sua carta o il suo metodo di pagamento. Così vede esattamente quanto viene speso e riceve le fatture di Google. Se il budget passa dall’agenzia, chieda come viene rendicontato e se viene applicato un ricarico: è un dettaglio che spesso resta poco chiaro.
3. Quanto costa la gestione e cosa comprende?
Una cifra mensile fissa, o una percentuale sulla spesa, va bene purché sia chiara. Chieda cosa è incluso: creazione delle campagne, scrittura degli annunci, impostazione delle conversioni, controlli settimanali, report. E cosa è escluso, per esempio la realizzazione di una pagina dedicata.
4. C’è un vincolo di durata?
Contratti di 12 o 24 mesi con penali non hanno molto senso per un artigiano: se il servizio non funziona, deve poter uscire. Una disdetta mensile, o al massimo un breve periodo iniziale, è un segno di fiducia di chi gestisce nel proprio lavoro.
5. Cosa misurerete come “risultato”?
Se la risposta parla di impressioni, clic e “visibilità”, si insospettisca. Per un’attività locale i risultati sono telefonate, moduli inviati, messaggi WhatsApp. Chieda come verranno tracciati: chiamate dagli annunci, chiamate dal sito, invio del modulo. Senza questa misurazione nessuno può dire se la campagna rende.
6. Ogni quanto riceverò un report e cosa ci sarà dentro?
Un report utile è breve: quanto è stato speso, quanti contatti sono arrivati, quanto è costato in media ogni contatto, cosa è stato cambiato e perché. Una cadenza mensile va bene, con la possibilità di fare domande in qualsiasi momento. E, visto che l’account è suo, deve poter entrare quando vuole e controllare da sé.
7. Chi lavorerà concretamente sulle mie campagne?
In alcune strutture il commerciale che la segue non è la persona che poi tocca le campagne, e chi le gestisce cambia spesso. Chieda chi sarà il suo riferimento, con quale frequenza vengono fatti i controlli e come si comunica: telefono, email, WhatsApp. Per un artigiano poter scrivere un messaggio veloce fa la differenza.
8. Che tipo di campagne pensate di usare e perché?
Una risposta seria parte dal suo caso. Per molti artigiani la base è una campagna sulla rete di ricerca, magari affiancata da campagne orientate alle chiamate. Se le propongono subito soluzioni molto automatiche senza spiegarle, o “un po’ di tutto” senza priorità, chieda di motivare la scelta con esempi concreti delle ricerche che vogliono intercettare.
9. Come gestite le ricerche sbagliate?
È una domanda tecnica ma rivelatrice. Chi lavora bene le parlerà del rapporto dei termini di ricerca e delle parole chiave escluse: per un fabbro, per esempio, escludere “corso”, “lavoro”, “stipendio”, “fai da te”. Se la risposta è generica, probabilmente quel controllo non viene fatto con regolarità.
10. Cosa succede se decido di interrompere?
La risposta ideale: l’account resta a lei com’è, con campagne, annunci e storico; l’esperto rimuove il proprio accesso o lei lo revoca. Nessun costo di uscita, nessun “riscatto” delle campagne. Se la sua pagina di destinazione è ospitata dall’agenzia, chieda anche cosa succede a quella.
Segnali d’allarme da non sottovalutare
Oltre alle risposte, osservi come si comporta chi le propone il servizio. Alcuni segnali ricorrenti:
- promesse di “primo posto garantito” o di un numero fisso di chiamate al mese;
- pressione per firmare subito, con sconti che scadono in giornata;
- riferimenti vaghi a rapporti privilegiati con Google;
- rifiuto di mostrarle l’account o di darle accesso;
- preventivi senza aver capito zona, servizi e orari della sua attività.
Nessuno di questi segnali, da solo, è una prova. Ma se ne vede due o tre insieme, si prenda tempo.
Le nostre risposte, in breve
Visto che le consigliamo di fare queste domande, è giusto rispondere anche noi:
- l’account è intestato a lei e il budget lo paga direttamente a Google;
- la gestione parte da 150 € al mese più IVA, con disdetta mensile;
- misuriamo chiamate, moduli e contatti, non solo clic;
- il report è mensile e comprensibile, e può sempre scriverci o chiamarci;
- se interrompe, l’account resta suo con tutto lo storico.
Trova tutti i dettagli nella pagina prezzi e il metodo nella pagina come lavoriamo. Altre risposte rapide sono raccolte nelle domande frequenti.
Un consiglio pratico per il primo incontro
Si prepari tre informazioni: quanto ha speso finora in pubblicità (se lo ha fatto), quanti contatti le servono al mese per stare tranquillo e in quale zona vuole lavorare. Con questi dati, qualsiasi esperto serio può darle una prima valutazione realistica, e lei può confrontare le proposte su basi concrete anziché sulle promesse.
Vuole metterci alla prova?
Ci faccia pure queste dieci domande. Ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure usi il modulo contatti: il primo confronto e l’analisi della sua situazione sono gratuiti, e il nostro team le risponde in modo diretto, anche quando la risposta è che per ora Google Ads non fa al caso suo.
Domande frequenti
È normale che un esperto Google Ads chieda un contratto annuale?
Alcuni lo fanno, ma per un artigiano o una piccola attività locale non è necessario. Una disdetta mensile, o un breve periodo iniziale chiaro, tutela entrambe le parti. Se il servizio funziona, non serve un vincolo per proseguire; se non funziona, deve poter uscire senza penali.
Come verifico che l’esperto stia davvero lavorando sulle campagne?
Se l’account è intestato a lei, può entrare e consultare la cronologia delle modifiche, che mostra chi ha cambiato cosa e quando. Inoltre il report mensile dovrebbe indicare le attività svolte e i risultati in termini di contatti, non solo di clic e impressioni.
Meglio un esperto che conosce il mio settore?
Aiuta, perché conosce le ricerche tipiche, le parole da escludere e i periodi di picco. Ma più dell’esperienza dichiarata contano il metodo, la misurazione dei contatti e la trasparenza. Chieda sempre esempi concreti delle ricerche che intende intercettare per la sua attività.
