Gli errori più frequenti nelle campagne Google Ads create da soli sono: rete Display lasciata attiva nelle campagne di ricerca, zone troppo ampie, nessuna parola chiave esclusa, conversioni non tracciate, annunci che mandano alla home page e consigli automatici applicati senza controllo. Ognuno consuma budget senza portare chiamate.
Campagne Google Ads per artigiani in tutta Italia, gestite in modo professionale per trasformare i clic in telefonate: quando ci chiamano per la prima volta, molti titolari hanno già provato da soli. Spesso il giudizio è “Google Ads non funziona per il mio lavoro”. Guardando l’account, però, troviamo quasi sempre gli stessi errori, e quasi tutti si possono correggere.
Li abbiamo raccolti qui, in ordine di frequenza. Se ha una campagna attiva, può usarli come lista di controllo.
Rete Display attiva insieme alla ricerca
Quando si crea una campagna sulla rete di ricerca, Google propone di includere anche la rete Display. Molti lasciano la spunta. Risultato: gli annunci compaiono su siti, app e giochi, dove le persone non stanno cercando un idraulico. I clic costano poco ma non portano chiamate, e il budget giornaliero si esaurisce.
Come correggere: nelle impostazioni della campagna di ricerca, disattivi la rete Display. Se vuole fare Display, lo faccia in una campagna separata, con obiettivi e budget propri.
Zona troppo larga o impostata male
Due problemi ricorrenti. Il primo: si sceglie l’intera regione quando si lavora in un raggio di 25 km. Il secondo, più nascosto: l’opzione predefinita di targeting per località include anche le persone che mostrano interesse per la zona, non solo quelle che ci si trovano. Per un artigiano locale conviene in genere limitarsi alle persone presenti o che si trovano regolarmente nella zona scelta.
Nessuna parola chiave esclusa
Senza esclusioni, una campagna per “elettricista” può comparire per “corso elettricista”, “elettricista stipendio”, “offerte lavoro elettricista”, “schema elettrico fai da te”. Sono ricerche che non portano mai un cliente.
Un elenco di base da cui partire per quasi tutti i mestieri:
- corso, scuola, formazione, diploma;
- lavoro, offerte, stipendio, assunzioni;
- fai da te, tutorial, video, come si fa;
- gratis, usato, ricambi (quando non pertinenti).
Poi l’elenco va arricchito ogni settimana leggendo il rapporto dei termini di ricerca.
Parole chiave tutte in corrispondenza generica
La corrispondenza generica, se usata senza dati di conversione affidabili e senza controllo, lascia a Google molta libertà nell’interpretare le ricerche. Per un budget piccolo spesso è meglio partire da corrispondenza a frase ed esatta su ricerche chiare, come “fabbro pronto intervento”, “sostituzione caldaia” o “preventivo imbiancatura”, e allargare solo dopo aver visto i dati.
Conversioni non tracciate
È l’errore più costoso, perché nasconde tutti gli altri. Se l’account non sa quante telefonate e quanti moduli arrivano dagli annunci, lei non può capire cosa funziona e le strategie di offerta automatiche ottimizzano su segnali sbagliati, come i semplici clic.
Le conversioni minime da impostare per un’attività locale:
- chiamate dagli annunci (tramite asset di chiamata);
- clic sul numero di telefono nel sito, da smartphone;
- invio del modulo di contatto;
- clic sul pulsante WhatsApp, se presente.
Annunci che portano alla home page
Chi cerca “riparazione tapparelle” e arriva su una home page generica con dieci servizi, slider e testi sull’azienda, spesso torna indietro. Funziona meglio una pagina che parli proprio di quel servizio, con il numero ben visibile e un modulo breve. Ne parliamo nella pagina sulle landing page per Google Ads.
Consigli automatici applicati alla cieca
Nell’account compaiono raccomandazioni e un punteggio di ottimizzazione. Alcuni suggerimenti sono utili, altri spingono ad aumentare budget, allargare le corrispondenze o aggiungere reti. Il punteggio misura quanto l’account segue le raccomandazioni di Google, non quante chiamate le porta. Valuti ogni suggerimento e controlli che l’applicazione automatica dei consigli non sia attiva senza che lei lo sappia.
Annunci attivi quando nessuno risponde
Se lavora dalle 8 alle 18 e non fa reperibilità, gli annunci la sera e la domenica generano clic e chiamate a vuoto. Imposti una pianificazione degli annunci coerente con gli orari in cui risponde davvero. Al contrario, se offre pronto intervento notturno, vale la pena verificare con i dati se quelle fasce rendono di più.
Budget diviso su troppe campagne
Con 15 € al giorno non conviene aprire sei campagne per sei servizi. Ognuna avrà pochi dati e nessuna crescerà. Meglio concentrarsi sul servizio più redditizio o più cercato e allargare quando i numeri lo permettono.
Modifiche continue (o nessuna modifica)
Due estremi opposti, stesso effetto negativo. Cambiare offerte e annunci ogni giorno impedisce di capire cosa funziona. Non toccare nulla per mesi lascia che ricerche inutili e concorrenti erodano i risultati. Il giusto ritmo per una piccola attività è un controllo settimanale con modifiche ragionate.
Da dove partire se si riconosce in questa lista
Non serve rifare tutto. Spesso bastano tre interventi per vedere un cambiamento: disattivare la rete Display nella ricerca, aggiungere parole escluse e impostare correttamente le conversioni. Se preferisce una verifica completa, il nostro audit dell’account Google Ads le indica in ordine di importanza cosa sistemare. Se invece vuole affidare il lavoro, trova le condizioni nella pagina prezzi: da 150 € al mese più IVA, account intestato a lei, disdetta mensile.
Annunci troppo generici
Un annuncio che dice solo “Idraulico professionale, chiamaci” assomiglia a tutti gli altri. Funzionano meglio annunci che riprendono la ricerca e danno un motivo per chiamare: zona servita, tempi di intervento, preventivo gratuito, orari. Utilizzi anche gli asset disponibili, come chiamata, sitelink e frasi aggiuntive: occupano più spazio e danno più informazioni a chi cerca.
Ci mostri la sua campagna
Se pensa di aver commesso uno o più di questi errori, ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure compili il modulo contatti. Il nostro team dà un’occhiata alla sua situazione e le dice con franchezza cosa correggere per primo.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se la mia campagna compare sulla rete Display?
Apra le impostazioni della campagna di ricerca e controlli la sezione Reti: se la rete Display è selezionata, gli annunci possono comparire anche su siti e app. Può anche segmentare i report per rete per vedere quanta spesa e quanti clic arrivano da lì.
Ogni quanto devo controllare i termini di ricerca?
Per una piccola attività locale un controllo settimanale è un buon ritmo, soprattutto nei primi mesi. Serve a individuare le ricerche non pertinenti da escludere e quelle utili da valorizzare. Con il tempo l’elenco delle esclusioni si stabilizza e i controlli diventano più rapidi.
Il punteggio di ottimizzazione basso significa che la campagna va male?
Non necessariamente. Il punteggio indica quanto l’account segue le raccomandazioni di Google, non quanti contatti produce. Una campagna con punteggio non altissimo può rendere molto bene. Conta il costo per contatto, non il punteggio: ogni suggerimento va valutato sul suo caso.
