WhatsApp affianca bene telefono e modulo nelle campagne Google Ads: molti clienti preferiscono scrivere, inviare una foto del problema e ricevere risposta senza chiamare. Si collega con un pulsante sulla landing page e si misura come conversione. Funziona se qualcuno risponde in fretta; non sostituisce il telefono per le urgenze.
Campagne Google Ads con contatto via WhatsApp, servizio professionale per artigiani e imprese di servizi che vogliono raccogliere anche le richieste di chi non ha voglia o modo di telefonare. Sempre più persone, prima di chiamare un tecnico, preferiscono scrivere due righe e mandare una foto.
Perché aggiungere WhatsApp alle campagne
Il telefono resta il canale principale per le urgenze, ma non tutti possono chiamare. Pensi a chi è al lavoro, a chi cerca un imbianchino la sera tardi o a chi ha bisogno di spiegare un problema con un’immagine. Per queste persone WhatsApp è il modo più naturale di chiedere un preventivo.
I vantaggi per l’artigiano sono concreti:
- foto del problema subito: un rubinetto che perde, una serratura rotta, una crepa nel muro;
- meno chiamate perse: se è sul tetto o sotto un lavello, risponde quando può;
- conversazione scritta: indirizzo, orari e preventivo restano nella chat;
- contatti fuori orario: il messaggio arriva anche quando il telefono non può squillare.
Quando WhatsApp non basta
Ci sono anche dei limiti, ed è giusto dirli. Per un fabbro o un idraulico di pronto intervento il cliente vuole una voce al telefono e una risposta immediata: WhatsApp va offerto come alternativa, non al posto della chiamata. E se i messaggi restano senza risposta per ore, l’effetto è peggiore che non averlo: il cliente si sente ignorato e cerca altrove.
Come collegarlo, passo per passo
- Usare WhatsApp Business: l’app gratuita permette profilo aziendale, orari, risposte rapide e messaggio di benvenuto automatico.
- Creare il link diretto: un indirizzo del tipo wa.me seguito dal numero con prefisso internazionale apre la chat senza dover salvare il contatto. Si può aggiungere un testo precompilato, per esempio “Buongiorno, vorrei un preventivo per…”.
- Mettere il pulsante sulla landing page: accanto al pulsante di chiamata, ben visibile da smartphone. Un pulsante fisso in basso funziona bene, purché non copra altri elementi.
- Tracciare i clic: ogni clic sul pulsante va registrato come conversione in Google Ads, separata dalle chiamate e dai moduli.
- Organizzare le risposte: decidere chi risponde, in quali orari, e preparare due o tre risposte rapide per le domande più comuni.
E dentro l’annuncio?
Google Ads prevede gli asset di messaggio, che permettono di avviare una conversazione direttamente dall’annuncio su smartphone. Le opzioni disponibili, compresa l’integrazione con WhatsApp, variano per paese e vengono estese nel tempo, quindi verifichiamo caso per caso cosa è attivabile nell’account. Nel frattempo la soluzione più affidabile resta il pulsante WhatsApp sulla pagina di destinazione, che funziona sempre ed è facile da misurare.
Come misurare i contatti da WhatsApp
Qui c’è un punto delicato. Il clic sul pulsante non garantisce che la persona invii davvero un messaggio: qualcuno apre la chat e poi non scrive. Per questo consigliamo di:
- contare i clic come conversione, ma con un valore più basso rispetto a una chiamata vera;
- tenere un conteggio semplice delle chat ricevute ogni settimana, da confrontare con i clic;
- usare un messaggio precompilato riconoscibile, così si capisce quali chat arrivano dalla pubblicità.
Con questi dati si può capire se WhatsApp porta lavori o solo curiosi, e decidere quanto spazio dargli nelle campagne.
Esempio di risposta rapida che funziona
Una risposta automatica di benvenuto ben scritta evita che il cliente pensi di essere stato ignorato. Per esempio: “Grazie per averci scritto. Ci mandi una foto del problema e il comune in cui si trova: le rispondiamo appena possibile, di solito entro un’ora negli orari di lavoro.” Breve, chiara, e chiede subito le informazioni utili per il preventivo.
Gli errori più comuni con WhatsApp
Quando analizziamo le campagne di un’impresa che usa già WhatsApp, ritroviamo spesso gli stessi problemi:
- numero personale invece che aziendale: i messaggi di lavoro si mescolano a quelli privati e qualcuno si perde;
- pulsante nascosto in fondo alla pagina o solo nel menu;
- nessuna risposta automatica fuori orario, così il cliente non sa se il messaggio è arrivato;
- clic non tracciati: le campagne sembrano portare pochi contatti, ma metà arrivano via chat e nessuno li conta;
- risposte troppo tardive: un preventivo inviato il giorno dopo arriva quando il cliente ha già scelto un altro.
Chi risponde e quando
Prima di attivare WhatsApp nelle campagne conviene decidere in modo chiaro chi gestisce le chat. In un’impresa piccola spesso è il titolare stesso, che risponde tra un intervento e l’altro. In una realtà un po’ più strutturata può essere chi si occupa dell’ufficio. L’importante è che ci sia una persona di riferimento e un orario dichiarato nel profilo WhatsApp Business, così il cliente sa cosa aspettarsi. Se in certi periodi non è possibile rispondere in tempi brevi, meglio dare più spazio al telefono e al modulo, e rimettere il pulsante WhatsApp in primo piano quando si torna a regime.
WhatsApp e privacy
Ricevendo foto e indirizzi via chat, si trattano dati personali dei clienti. Conviene indicare nell’informativa privacy del sito che i contatti possono arrivare anche tramite WhatsApp e usare quei dati solo per rispondere alla richiesta e gestire il lavoro, senza inviare messaggi promozionali non richiesti.
Per quali settori funziona meglio
Nella nostra esperienza WhatsApp rende di più dove una foto vale più di una descrizione: imbianchini, traslochi, giardinieri, serramentisti, carrozzerie. Per le urgenze vere, come le serrature bloccate o gli allagamenti, il telefono resta in prima fila, con WhatsApp come seconda opzione. Le campagne di chiamata restano lo strumento principale per questi casi.
Vuole capire se WhatsApp può portarle più richieste dalle sue campagne? Ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure compili il modulo contatti: il nostro team le farà una prima analisi gratuita.
Domande frequenti
Posso mettere WhatsApp direttamente nell’annuncio Google Ads?
Google Ads offre gli asset di messaggio per avviare una conversazione dall’annuncio, ma le opzioni disponibili, compresa WhatsApp, variano per paese e cambiano nel tempo. La soluzione sempre valida è un pulsante WhatsApp ben visibile sulla landing page, collegato al numero aziendale e tracciato come conversione.
WhatsApp può sostituire il telefono nelle campagne?
Di solito no. Per le urgenze il cliente vuole parlare con qualcuno subito, quindi il telefono resta il canale principale. WhatsApp funziona benissimo come alternativa per chi non può chiamare, per inviare foto del problema e per chiedere preventivi fuori orario.
Come capisco se i contatti WhatsApp arrivano dalla pubblicità?
Il modo più semplice è tracciare i clic sul pulsante come conversione in Google Ads e usare un messaggio precompilato riconoscibile. Così le chat che iniziano con quel testo si possono attribuire alle campagne e confrontare con il numero di clic registrati.
