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Numeri e gestione

Il report mensile: cosa deve contenere per essere utile

Un report mensile utile risponde a poche domande: quanti contatti sono arrivati, quanto sono costati, come va rispetto ai mesi precedenti, cosa è stato fatto e cosa si farà.

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Analisi dei dati di una campagna Google Ads per un’attività locale – Il report mensile: cosa deve contenere per essere utile

Numeri e gestione · Team Consulente Ads · aggiornato il 16/10/2026

In breve

Un report mensile utile risponde a poche domande: quanti contatti sono arrivati, quanto sono costati, come va rispetto ai mesi precedenti, cosa è stato fatto e cosa si farà. Deve essere breve, leggibile in pochi minuti, con numeri spiegati a parole. Grafici e decine di metriche senza commento non servono a un artigiano.

Esperto Google Ads che lavora per artigiani e attività locali, servizio professionale per chi vuole sapere ogni mese, senza giri di parole, cosa sta comprando con il proprio budget: il report è il momento in cui questo diventa chiaro. Troppo spesso però arriva un PDF di dieci pagine pieno di grafici che nessuno legge. Ecco cosa deve contenere un report per essere davvero utile a chi fa un mestiere.

A cosa serve un report

A una sola cosa: permetterle di decidere. Continuare, aumentare, ridurre, cambiare qualcosa. Se dopo averlo letto non sa cosa pensare, il report non ha fatto il suo lavoro, per quanto possa essere bello da vedere.

Le sette parti di un report che funziona

1. Il riassunto in tre righe

In apertura, a parole: “Questo mese 28 contatti a 14 € l’uno, in linea con il mese scorso. Le chiamate sono aumentate, i moduli calati. Abbiamo escluso 40 ricerche inutili.” Se legge solo questo, deve già sapere come è andata.

2. Contatti, divisi per tipo

Telefonate dall’annuncio, chiamate dal sito, moduli inviati, messaggi WhatsApp. Separarli serve a capire da dove arrivano i clienti e se qualche canale ha smesso di funzionare.

3. Spesa e costo per contatto

Quanto è stato speso del budget e quanto è costato in media un contatto. Sono i due numeri che lei può confrontare con il valore dei suoi lavori.

4. Il confronto nel tempo

Mese precedente e, quando disponibile, stesso mese dell’anno prima. Il secondo è fondamentale per chi ha un lavoro stagionale: confrontare dicembre con novembre può ingannare, confrontarlo con il dicembre precedente no.

5. Cosa hanno cercato le persone

Una breve selezione delle ricerche che hanno portato più contatti e di quelle escluse perché non pertinenti. È la parte che mostra meglio se la campagna sta parlando ai clienti giusti.

6. Il lavoro svolto

Un elenco concreto di interventi: nuovi annunci, parole chiave aggiunte o escluse, modifiche al budget o agli orari, correzioni al tracciamento. Serve a lei per sapere cosa paga con la gestione, e serve a entrambi per collegare le modifiche ai risultati.

7. I prossimi passi

Due o tre azioni previste per il mese successivo, con il motivo. Ad esempio: “aumentare il budget del 20% nelle prime due settimane perché perdiamo ricerche per budget e il costo per contatto è buono”.

Cosa togliere

  • Metriche senza spiegazione. Impressioni, CTR e quota impressioni sono utili se commentate, inutili se elencate e basta.
  • Grafici decorativi. Un grafico che mostra solo la spesa giorno per giorno non aiuta a decidere nulla.
  • Termini tecnici non tradotti. “Ottimizzato il tROAS sul segmento” non dice niente a un idraulico. Va scritto cosa è stato fatto e perché.
  • Conversioni gonfiate. Se nel report ci sono azioni che non sono contatti, i numeri sembrano migliori della realtà. Meglio pochi numeri veri.

Un esempio di schema su una pagina

Ecco come potrebbe apparire, con dati del tutto ipotetici, il report di un imbianchino:

  1. In sintesi: mese positivo, più richieste di preventivo per tinteggiature interne, costo per contatto in leggero calo.
  2. Contatti: 22 in totale, di cui 12 chiamate, 7 moduli, 3 WhatsApp.
  3. Spesa: 330 €, costo medio per contatto 15 €.
  4. Confronto: mese precedente 18 contatti a 17 €; stesso mese dell’anno scorso 15 contatti a 19 €.
  5. Ricerche migliori: “preventivo imbiancatura appartamento”, “imbianchino” più il nome della città.
  6. Escluse: ricerche su vernici, fai da te, offerte di lavoro.
  7. Prossimo mese: nuovo annuncio dedicato alle facciate, test di un orario più esteso il sabato mattina.

Leggibile in tre minuti, con tutto quello che serve per decidere. Noti che non ci sono percentuali di clic, impressioni o posizioni medie: se servono per spiegare un problema si aggiungono, altrimenti restano nell’account, dove lei può sempre consultarle. Un report utile sceglie cosa mostrare, invece di mostrare tutto.

Ogni quanto parlarne

Il report scritto è utile, ma non basta da solo. Per una piccola attività consigliamo di accompagnarlo con una breve telefonata o videochiamata, almeno nei primi mesi di collaborazione. In dieci minuti si chiariscono i dubbi, lei racconta cosa ha notato al telefono (clienti fuori zona, richieste strane, periodi di troppo lavoro) e noi traduciamo queste informazioni in modifiche alla campagna. Sono dettagli che dai numeri non emergono e che spesso fanno la differenza. Una volta che la campagna è stabile, il confronto può diventare meno frequente, restando sempre disponibile quando qualcosa cambia: un nuovo servizio, una zona in più, un periodo di ferie.

Il dato che solo lei può aggiungere

Il report di Google Ads si ferma ai contatti. Quanti di quei contatti sono diventati lavori lo sa solo lei. Se ogni mese ci comunica, anche a voce, quanti preventivi ha chiuso, il report diventa molto più utile: si passa dal costo per contatto al costo per cliente acquisito, che è il numero che conta davvero per il suo bilancio. Ne parliamo anche nella pagina delle domande frequenti.

Come lo facciamo noi

Nella nostra gestione delle campagne il report mensile segue questo schema: breve, con numeri spiegati e azioni concrete. Se ha dubbi su un dato, ne parliamo al telefono o in videochiamata. Il costo della gestione e cosa include sono indicati nella pagina prezzi.

Se oggi riceve report che non capisce, o non ne riceve affatto, il nostro team può dare un’occhiata alla sua campagna e mostrarle come dovrebbe essere un resoconto chiaro. Ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure compili il modulo contatti.

Domande frequenti

Quanto deve essere lungo un report mensile di Google Ads?

Per un artigiano o una piccola attività bastano una o due pagine. L’importante è che in apertura ci sia un riassunto a parole e che i numeri principali siano spiegati. Un report lungo pieno di grafici rischia di non essere letto e di non aiutare a prendere decisioni.

Posso vedere i dati da solo nell’account Google Ads?

Sì. Se l’account è intestato a lei, come consigliamo sempre, può accedere in qualsiasi momento e vedere spesa, clic e conversioni. Il report mensile non sostituisce l’accesso, ma aggiunge il commento e spiega cosa è stato fatto e cosa si farà il mese successivo.

Quali numeri devo comunicare io per migliorare il report?

Il dato più utile è quanti contatti arrivati dalla campagna sono diventati lavori, e se possibile il valore medio di quei lavori. Con queste informazioni si può calcolare il costo per cliente acquisito e capire se la pubblicità rende davvero, non solo quanti contatti porta.

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