I clic costano di più dove molti inserzionisti competono per poche ricerche ad alto valore: urgenze, grandi città, lavori costosi. Pesano anche la qualità degli annunci e della pagina. Per difendersi si restringe zona e orari, si puntano le ricerche più vicine al lavoro, si escludono quelle inutili e si migliora la qualità per pagare meno a parità di posizione.
Esperto Google Ads al servizio di artigiani che fanno i conti ogni sera: chi gestisce un’impresa sa che un clic da diversi euro su “fabbro urgente” può sembrare assurdo, finché non si capisce come si forma quel prezzo. E una volta capito, si vede anche dove intervenire per pagarlo meno.
Da cosa dipende il prezzo di un clic?
Il costo per clic nasce dall’asta che Google svolge a ogni ricerca. Lei non paga un listino: paga quanto basta per superare il ranking dell’inserzionista sotto di lei, considerando l’offerta e la qualità di entrambi. Per questo il prezzo sale quando:
- ci sono molti concorrenti sulla stessa ricerca nella stessa zona;
- ogni cliente vale tanto, e quindi i concorrenti sono disposti a offrire molto;
- le ricerche sono poche rispetto a chi vuole comparire;
- la qualità del suo annuncio o della sua pagina è bassa, e deve compensare con un’offerta più alta.
Perché alcuni mestieri sono più cari
Urgenze: il cliente chiama il primo che risponde
Fabbri, idraulici per perdite, spurghi, apertura porte: il cliente non confronta, chiama. Comparire in alto vale moltissimo, e tutti lo sanno. In questi settori operano anche grandi intermediari e centralini nazionali che acquistano clic per poi girare il lavoro, e questo fa salire i prezzi per tutti.
Lavori ad alto valore
Per serramenti, ristrutturazioni o impianti, un singolo cliente può valere migliaia di euro. Anche se le ricerche sono meno urgenti, le imprese sono disposte a spendere di più per ogni contatto.
Grandi città
Nelle aree metropolitane ci sono più ricerche ma anche molti più concorrenti. Lo stesso mestiere può costare in modo molto diverso tra un capoluogo grande e un comune di provincia.
Stagionalità
Condizionatori in piena estate, caldaie e spazzacamini all’inizio della stagione fredda: quando la domanda esplode, entrano in asta anche inserzionisti che il resto dell’anno restano fermi.
Un confronto con cifre ipotetiche
Immaginiamo due artigiani nella stessa città, con lo stesso budget di 600 € al mese:
- un fabbro su ricerche urgenti, con un costo medio ipotetico di 5 € per clic: circa 120 clic al mese;
- un giardiniere su ricerche di manutenzione, con un costo medio ipotetico di 1,20 € per clic: circa 500 clic al mese.
Sembra che il giardiniere sia molto avvantaggiato. Ma se il fabbro converte un clic su tre in chiamata e il giardiniere uno su dieci, i contatti diventano circa 40 contro 50. E se un intervento del fabbro vale molto di più, il conto può persino ribaltarsi. Il prezzo del clic da solo non dice se una campagna conviene: conta il costo per lavoro acquisito.
Come difendersi: sette leve concrete
- Restringere la zona ai comuni dove lavora davvero e usare l’opzione di targeting “Presenza”. Meno clic sprecati da fuori zona.
- Scegliere gli orari: niente annunci quando non risponde. Nelle fasce in cui è reperibile e i concorrenti sono spenti, a volte i clic costano meno.
- Escludere le ricerche inutili con un buon elenco di parole chiave negative: lavoro, corsi, fai da te, prodotti.
- Puntare su ricerche più specifiche: “sostituzione cilindro europeo” può costare meno di “fabbro” e portare clienti più decisi.
- Migliorare la qualità: annunci che riprendono la ricerca, asset completi, una pagina veloce e pertinente. A parità di posizione si può pagare meno.
- Usare Smart Bidding con un obiettivo realistico: con conversioni tracciate bene, una strategia come CPA target aiuta a non pagare troppo per un contatto. Senza dati affidabili, meglio non affidarsi ciecamente all’automazione.
- Non inseguire sempre la prima posizione: in alcuni mestieri la seconda o la terza posizione porta chiamate a un costo più sostenibile.
Domanda e risposta: i dubbi che sentiamo più spesso
“Se smetto di fare pubblicità per un mese, poi i clic costano di più?” Non c’è una penalità per una pausa, ma l’account perde continuità nei dati, e le strategie automatiche possono avere bisogno di un po’ di tempo per ritrovare l’equilibrio.
“I concorrenti possono cliccare il mio annuncio per farmi spendere?” Google ha sistemi che filtrano i clic non validi e non li addebita. Se nota anomalie evidenti, si possono segnalare e si può escludere il traffico sospetto nei limiti degli strumenti disponibili.
“Se aumento il budget, il clic costa di più?” Non direttamente. Il budget decide quante volte può partecipare alle aste, non quanto paga per ciascun clic. Però, per ottenere più volume, spesso bisogna entrare in aste più competitive, e lì il costo medio può salire.
Cosa non funziona
- abbassare le offerte a caso e sparire dalle ricerche migliori;
- passare a Performance Max sperando che “costi meno”: può portare clic più economici, ma non sempre sulle ricerche che portano lavoro;
- allargare la zona per avere più clic, quando il problema è il costo di ciascuno.
Quando il clic è caro ma vale la pena
Ci sono mestieri dove il clic resterà sempre caro, e va bene così, se ogni lavoro acquisito lascia un buon margine. Il punto non è spendere poco, ma sapere quanto costa un cliente e se quel costo è sostenibile. Per farsi un’idea prima di partire c’è il simulatore di budget; per i mestieri più competitivi trova approfondimenti nelle pagine su Google Ads per fabbri e Google Ads per serramentisti.
Se ha l’impressione di pagare troppo ogni clic, il nostro team può guardare il suo account e dirle dove si spende senza ritorno. Ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure compili il modulo contatti: il primo confronto è gratuito e senza impegno.
Domande frequenti
Perché il mio concorrente paga meno di me per lo stesso clic?
Perché il costo dipende anche dalla qualità: un annuncio più pertinente, con asset completi e una pagina migliore, ottiene un ranking più alto a parità di offerta. Anche la zona, gli orari e le parole chiave scelte influenzano molto il costo medio per clic.
Abbassare le offerte riduce il costo per contatto?
Non sempre. Abbassando troppo le offerte si rischia di sparire proprio dalle ricerche che portano più chiamate. Di solito conviene prima togliere i clic inutili, migliorare annunci e pagina e restringere zona e orari, poi intervenire sulle offerte in modo graduale.
Esiste un costo per clic giusto per il mio mestiere?
Non esiste un valore fisso: cambia con zona, stagione e concorrenza. Più del costo per clic conta il costo per lavoro acquisito confrontato con il margine del lavoro. Un clic caro può essere conveniente se porta clienti con un buon valore.
