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Il punteggio di qualità spiegato a chi fa un mestiere

Il punteggio di qualità è un voto da 1 a 10 che Google assegna a ogni parola chiave.

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Consulente Google Ads in contatto con un cliente artigiano – Il punteggio di qualità spiegato a chi fa un mestiere

Numeri e gestione · Team Consulente Ads · aggiornato il 16/10/2026

In breve

Il punteggio di qualità è un voto da 1 a 10 che Google assegna a ogni parola chiave. Dipende da tre fattori: probabilità che l’annuncio venga cliccato, pertinenza dell’annuncio rispetto alla ricerca e qualità della pagina di atterraggio. Un punteggio alto aiuta a pagare meno ogni clic e a comparire più in alto.

Esperto Google Ads al servizio di idraulici, elettricisti, fabbri e di chiunque lavori con le mani: il nostro compito è far arrivare telefonate vere spendendo il giusto, e il punteggio di qualità è uno degli strumenti che usiamo per riuscirci. Molti artigiani lo vedono nell’account come un numerino da 1 a 10 e non sanno cosa farne. In questo articolo lo spieghiamo senza giri di parole, come si spiegherebbe a un collega il funzionamento di una caldaia.

Che cos’è, in una frase

Il punteggio di qualità è un voto che Google dà a ogni singola parola chiave della sua campagna, su una scala da 1 a 10. Serve a dire quanto la sua offerta (parola chiave, annuncio e pagina del sito) è utile per chi fa quella ricerca. Non è un voto all’azienda né al suo lavoro: è un voto a come è costruita la pubblicità.

Un paragone che funziona con molti nostri clienti: è come la recensione di un cliente che non l’ha ancora chiamata, ma che ha già visto il suo annuncio e il suo sito. Se trova quello che cercava, il voto sale.

I tre pezzi che compongono il voto

Google non mostra una formula precisa, ma indica chiaramente i tre elementi che pesano. Ognuno viene valutato come “sotto la media”, “nella media” o “sopra la media”.

1. Percentuale di clic prevista

È la stima di quante persone cliccheranno l’annuncio quando compare per quella parola chiave. Se chi cerca “idraulico urgente” vede un annuncio che parla di “ristrutturazione bagni completa”, difficilmente clicca. Annunci che rispondono subito alla domanda, con la zona e la disponibilità, tendono ad avere una percentuale di clic più alta.

2. Pertinenza dell’annuncio

Misura quanto il testo dell’annuncio è legato alla ricerca. Un fabbro che mette tutte le parole chiave in un unico gruppo (apertura porte, cambio serratura, porte blindate, cassaforti) finisce per avere annunci generici che non parlano davvero a nessuno. Gruppi più ordinati, con annunci scritti per ogni tema, migliorano questo valore.

3. Esperienza sulla pagina di destinazione

Qui Google guarda la pagina dove arriva chi clicca: se è pertinente, se si carica velocemente, se si legge bene dal telefono, se è chiaro come contattare l’azienda. Mandare tutti sulla home page di un sito lento e pieno di testo è uno degli errori più comuni che troviamo. Per questo spesso consigliamo una landing page pensata per Google Ads, con numero cliccabile e modulo breve.

Perché dovrebbe interessarle

Il motivo è economico. Il punteggio di qualità in sé è uno strumento di diagnosi, ma riflette gli stessi fattori che Google usa in ogni asta per decidere posizione e costo dell’annuncio. In pratica, a parità di offerta, un annuncio più pertinente con una pagina migliore tende a comparire più in alto e a costare meno per clic rispetto a un concorrente che ha costruito male la campagna.

Un esempio ipotetico, solo per rendere l’idea. Due elettricisti nella stessa città puntano su “elettricista pronto intervento”:

  • il primo ha annunci generici e manda i clic sulla home page: punteggio 4;
  • il secondo ha un annuncio dedicato al pronto intervento e una pagina con numero in evidenza: punteggio 8.

Con offerte simili, il secondo ha buone probabilità di stare sopra e di pagare ogni clic meno del primo. Su un budget di qualche centinaio di euro al mese, la differenza si traduce in più telefonate con gli stessi soldi.

Come leggerlo senza farsi ingannare

Ci sono alcune cose che vale la pena sapere prima di preoccuparsi per un 5 o un 6.

  • È per parola chiave, non per campagna. Conta guardare le parole che portano davvero spesa e contatti, non quelle che non spendono nulla.
  • Le parole nuove o poco cercate possono non avere ancora un punteggio, o averne uno poco significativo.
  • Un 10 non è obbligatorio. Un 7 su una parola che porta chiamate a buon prezzo vale più di un 10 su una parola che non porta nessuno.
  • Non è un risultato. Il punteggio non misura le telefonate: misura la qualità della costruzione. I risultati si leggono nelle conversioni.

Cosa fare in pratica per alzarlo

  1. Dividere le parole chiave per servizio. “Spurgo”, “perdite d’acqua” e “sostituzione caldaia” vanno in gruppi separati, ognuno con il suo annuncio.
  2. Riprendere la ricerca nel titolo dell’annuncio. Se la persona cerca “pronto intervento fabbro”, vedere quelle parole nel titolo la rassicura.
  3. Indicare la zona servita. Chi cerca un artigiano vuole sapere se arriva fin da lui.
  4. Curare la pagina di destinazione. Veloce da telefono, numero cliccabile in alto, servizi elencati in modo chiaro, niente distrazioni.
  5. Escludere le ricerche sbagliate. Parole come “corso”, “lavoro”, “fai da te” portano clic inutili e abbassano la percentuale di clic sulle ricerche buone.
  6. Usare gli asset dell’annuncio. Chiamata, sitelink e frasi brevi rendono l’annuncio più grande e completo.

Nel nostro lavoro sui settori, ad esempio nelle campagne per idraulici, la divisione per servizio è quasi sempre il primo intervento: da sola cambia molto il quadro.

Gli errori che lo abbassano senza che lei se ne accorga

Quando facciamo un audit di un account Google Ads già attivo, i problemi ricorrenti sono sempre gli stessi: un unico gruppo di annunci con cinquanta parole chiave, annunci scritti una volta e mai più toccati, parole a corrispondenza generica che fanno comparire l’annuncio per ricerche lontane dal mestiere, pagina di atterraggio che non si legge da smartphone. Nessuno di questi errori blocca la campagna, ma tutti insieme fanno pagare di più ogni contatto.

Da dove partire

Se ha già una campagna, apra la sezione delle parole chiave e aggiunga le colonne del punteggio di qualità e dei tre componenti. Guardi soprattutto le parole che spendono di più: lì un miglioramento si sente subito. Se il punteggio è basso, il componente “sotto la media” le dice dove intervenire per primo.

Se preferisce che ci pensiamo noi, il nostro team di esperti analizza gratuitamente la sua situazione e le spiega cosa sistemare, con parole semplici. Ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure compili il modulo contatti: le rispondiamo noi.

Domande frequenti

Il punteggio di qualità influisce direttamente sul costo dei clic?

Il punteggio di qualità è uno strumento di diagnosi, ma riflette gli stessi fattori che Google valuta in ogni asta. Annunci pertinenti e pagine di atterraggio curate tendono quindi a ottenere posizioni migliori e costi per clic più bassi rispetto a campagne costruite in modo approssimativo, a parità di offerta.

Quanto tempo serve per vedere migliorare il punteggio?

Dipende dal volume di ricerche. Sulle parole chiave con molto traffico i cambiamenti si possono notare in alcune settimane, mentre su quelle poco cercate servono più tempo e più dati. Conviene intervenire prima sulle parole che spendono di più e controllare i progressi mese per mese.

Un punteggio di qualità basso vuol dire che la campagna non funziona?

No. Un punteggio basso indica che la costruzione si può migliorare, non che la campagna sia inutile. Se una parola chiave porta telefonate a un costo sostenibile, va tenuta e migliorata. Il giudizio finale sui risultati si basa sulle conversioni, cioè chiamate e richieste di preventivo.

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