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Richieste fuori zona o inutili: come filtrarle a monte

Le richieste fuori zona o inutili si filtrano prima del clic: impostando la località su “presenza” invece che “interesse”, escludendo comuni e ricerche non pertinenti con parole chiave negative, scrivendo nell’annuncio zona e servizi reali e controllando con regolarità il report dei termini di ricerca.

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Progettazione di una landing page per campagne Google Ads – Richieste fuori zona o inutili: come filtrarle a monte

Strategie · Team Consulente Ads · aggiornato il 16/10/2026

In breve

Le richieste fuori zona o inutili si filtrano prima del clic: impostando la località su “presenza” invece che “interesse”, escludendo comuni e ricerche non pertinenti con parole chiave negative, scrivendo nell’annuncio zona e servizi reali e controllando con regolarità il report dei termini di ricerca. Ogni filtro riduce i clic pagati per niente.

Esperto Google Ads per artigiani e imprese locali, servizio professionale per chi è stanco di pagare clic che si trasformano in chiamate da 80 chilometri di distanza o in richieste per lavori che non fa. È una delle lamentele più comuni che sentiamo: “Mi chiamano da tutta la regione”, “Mi chiedono cose che non c’entrano”. Quasi sempre il problema non è Google Ads in sé, ma alcune impostazioni lasciate sui valori predefiniti.

La buona notizia è che la maggior parte di queste richieste si può filtrare prima del clic, quindi senza pagarle. Vediamo come.

Il filtro più importante: presenza o interesse

Quando si sceglie la zona di una campagna, Google Ads offre più opzioni di targeting per località. L’impostazione consigliata da Google tende a includere sia le persone che si trovano nella zona sia quelle che mostrano interesse per quella zona. Per un artigiano locale questo significa che anche chi abita lontano, ma cerca qualcosa che riguarda la sua città, può vedere l’annuncio.

Per un servizio che si svolge a casa del cliente conviene quasi sempre scegliere l’opzione basata sulla presenza: l’annuncio compare a chi si trova, o si trova abitualmente, nella zona scelta. È un’impostazione che si trova nelle opzioni di località della campagna e che spesso, negli account che analizziamo, è rimasta su quella predefinita.

Escludere i comuni che non vuole servire

Oltre a includere, si può escludere. Se lavora in una provincia ma non vuole andare in una certa valle o oltre un certo fiume, quei comuni si possono escludere esplicitamente. Le esclusioni sono utili soprattutto quando si usa un raggio attorno alla sede: il cerchio tende a includere zone scomode da raggiungere.

Parole chiave negative: il filtro sui servizi

Le parole chiave negative dicono a Google per quali ricerche non vuole comparire. Sono il modo più efficace per tagliare le richieste per servizi che non offre. Qualche esempio di categorie da escludere, da adattare al suo caso:

  • ricerche di lavoro: “lavoro”, “offerte di lavoro”, “assunzioni”, “stipendio”;
  • fai da te: “come fare”, “tutorial”, “video”, “da soli”;
  • formazione: “corso”, “diventare”, “scuola”;
  • servizi non offerti: un fabbro che non fa casseforti esclude “cassaforte”, un idraulico che non tratta caldaie a pellet esclude “pellet”;
  • prodotti in vendita: “usato”, “ricambi”, “prezzo online”, se lei non vende materiale.

Si possono aggiungere anche i nomi di città lontane che, per qualche motivo, generano clic. Le negative vanno costruite con criterio: una negativa troppo generica può bloccare anche ricerche buone.

Il report dei termini di ricerca

Le parole chiave che imposta non sono le ricerche esatte che fanno le persone. Google mostra gli annunci anche per ricerche simili, a seconda della corrispondenza scelta. Per sapere cosa ha cercato davvero chi ha cliccato, esiste il report dei termini di ricerca.

Va guardato con regolarità, soprattutto nelle prime settimane. È lì che si scoprono le sorprese: un tecnico di condizionatori che compare per “condizionatore portatile offerta”, un imbianchino che compare per “vernice per legno”. Ogni termine inutile diventa una nuova negativa. Con il tempo la lista si stabilizza e i clic sprecati calano.

Annunci che selezionano

Anche il testo dell’annuncio è un filtro. Un annuncio che dice chiaramente dove lavora e cosa fa scoraggia chi non è il suo cliente. Alcuni esempi di frasi utili:

  • “Interventi in città e nei comuni della prima cintura”;
  • “Solo installazione e manutenzione, non vendiamo ricambi”;
  • “Lavori per privati e condomini”;
  • “Sopralluogo e preventivo scritto”.

Un annuncio che piace a tutti porta clic da tutti. Un annuncio preciso porta meno clic, ma più adatti.

La pagina di destinazione fa il resto

Se qualcuno supera il filtro dell’annuncio, la pagina può ancora chiarire. Un elenco delle zone servite ben visibile, i servizi principali in evidenza e un modulo che chiede il comune aiutano a evitare chiamate fuori luogo. Nel modulo, un campo con il comune o il CAP permette anche di scartare subito le richieste troppo lontane.

Cosa non si può filtrare del tutto

Va detto con onestà: nessuna impostazione elimina il 100% delle richieste inutili. La posizione rilevata da Google è una stima, qualcuno cerca per conto di un parente in un’altra città, qualcuno chiama senza leggere l’annuncio. L’obiettivo realistico è ridurle a una piccola quota, non azzerarle.

C’è anche un rischio opposto: filtrare troppo. Una zona ristretta all’osso, decine di negative generiche, annunci pieni di divieti possono tagliare anche i clienti buoni. Per questo ogni filtro va introdotto con gradualità e verificato sui numeri: se le richieste utili calano insieme a quelle inutili, si è stretto troppo e conviene fare un passo indietro.

Una checklist rapida

  1. Opzione località impostata su presenza.
  2. Comuni scomodi esclusi.
  3. Lista di parole chiave negative di base già attiva dal primo giorno.
  4. Report termini di ricerca controllato almeno ogni settimana all’inizio.
  5. Zone e servizi scritti negli annunci.
  6. Pagina di destinazione con zone servite e campo comune nel modulo.

Se il suo account non rispetta questi punti, un audit dell’account Google Ads mette in luce in poco tempo dove si perdono soldi. Per chi riceve molte chiamate d’urgenza da lontano, è utile anche la pagina sulle campagne di chiamata, mentre esempi di ricerche per mestiere li trova ad esempio in Google Ads per fabbri.

Smettiamo di pagare clic inutili

Se riceve troppe richieste fuori zona o per lavori che non fa, il nostro team può controllare le impostazioni del suo account e indicarle i correttivi prioritari. Ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure compili il modulo nella pagina contatti: la prima analisi è gratuita.

Domande frequenti

Perché ricevo chiamate da comuni dove non lavoro?

Spesso la campagna è impostata per mostrare gli annunci anche a chi è interessato alla zona, non solo a chi ci si trova. Oppure il raggio attorno alla sede include comuni scomodi. Correggendo l’opzione di località sulla presenza ed escludendo i comuni indesiderati, queste chiamate si riducono sensibilmente.

Cosa sono le parole chiave negative?

Sono termini per i quali sceglie di non far comparire i suoi annunci. Se ad esempio non offre corsi o non cerca personale, può escludere parole come “corso” o “lavoro”. Così evita di pagare clic di persone che non diventeranno mai clienti. La lista va aggiornata guardando le ricerche reali.

Ogni quanto devo controllare i termini di ricerca?

Nelle prime settimane di una campagna conviene controllarli almeno una volta a settimana, perché è il periodo in cui emergono più ricerche indesiderate. Quando la lista di negative è consolidata, un controllo ogni due-quattro settimane è di solito sufficiente, salvo cambi di parole chiave o di corrispondenza.

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