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Numeri e gestione

CPC, CTR, conversioni: i numeri da guardare ogni mese

Ogni mese bastano pochi numeri: costo per clic (CPC), percentuale di clic (CTR), conversioni cioè chiamate e richieste, costo per conversione e termini di ricerca.

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Progettazione di una landing page per campagne Google Ads – CPC, CTR, conversioni: i numeri da guardare ogni mese

Numeri e gestione · Team Consulente Ads · aggiornato il 16/10/2026

In breve

Ogni mese bastano pochi numeri: costo per clic (CPC), percentuale di clic (CTR), conversioni cioè chiamate e richieste, costo per conversione e termini di ricerca. Presi da soli dicono poco; letti insieme spiegano se la campagna porta contatti a un prezzo sostenibile e dove intervenire.

Gestione campagne Google Ads per artigiani e piccole imprese di servizi in tutta Italia: lavoriamo perché il telefono squilli, e per capire se succede servono pochi numeri letti bene. L’account di Google Ads ne mostra decine e il rischio è perdersi. Qui mettiamo in fila quelli che contano davvero, con il loro significato pratico e qualche esempio.

Prima regola: non tutti i numeri hanno lo stesso peso

Pensiamo all’account come al cruscotto di un furgone. Ci sono spie che vanno guardate sempre (carburante, temperatura) e altre che servono solo quando c’è un problema. In Google Ads la spia principale è una sola: quanti contatti arrivano e quanto costano. Tutto il resto serve a capire perché quel numero è buono o cattivo.

I cinque numeri del controllo mensile

CPC: quanto paga ogni clic

Il costo per clic medio è la spesa divisa per il numero di clic. Da solo non dice se la campagna va bene: un CPC alto su “fabbro urgente” può essere normale, perché è una ricerca di chi ha bisogno subito. Va osservato nel tempo. Se cresce mese dopo mese senza che crescano i contatti, qualcosa sta cambiando: più concorrenza, annunci meno pertinenti, offerte da rivedere.

CTR: quante persone cliccano

La percentuale di clic è il rapporto tra clic e volte in cui l’annuncio è stato mostrato. Un CTR basso sulla rete di ricerca di solito indica che l’annuncio compare per ricerche poco adatte o che il testo non convince. Un CTR alto è un buon segnale, ma attenzione: se le persone cliccano e poi non chiamano, il problema si sposta sulla pagina di destinazione o sull’offerta.

Conversioni: le azioni che contano

Per un artigiano una conversione è una telefonata, un messaggio WhatsApp, un modulo inviato. È il numero più importante, a patto che sia misurato bene. Se nell’account vede “0 conversioni” ma il telefono squilla, il problema è il tracciamento, non la campagna. Senza conversioni registrate correttamente, ogni altra analisi è a occhio.

Costo per conversione: quanto costa un contatto

È la spesa divisa per le conversioni. Per esempio, con un’ipotesi di 400 € spesi e 20 contatti, ogni contatto costa 20 €. Se ne parla più a fondo nel nostro articolo sul costo per contatto, ma la regola è semplice: va confrontato con quanto guadagna in media da un lavoro e con la percentuale di contatti che diventano lavori.

Termini di ricerca: cosa ha scritto davvero la gente

È il report meno guardato e uno dei più utili. Mostra le ricerche reali che hanno fatto comparire l’annuncio. Ci si trovano sorprese come “idraulico stipendio”, “come diventare elettricista”, “serratura porta Ikea”. Ogni ricerca sbagliata va esclusa con una parola chiave negativa: sono soldi risparmiati dal mese successivo.

Come leggerli insieme: tre situazioni tipiche

Ecco tre combinazioni che vediamo spesso e cosa di solito significano.

  • CTR alto, poche conversioni. L’annuncio attira, la pagina no. Controllare velocità da telefono, numero cliccabile, chiarezza dei servizi e della zona servita.
  • CTR basso, CPC che sale. Annunci poco pertinenti o parole chiave troppo larghe. Riorganizzare i gruppi e ripulire i termini di ricerca.
  • Buon costo per contatto, pochi contatti in totale. La campagna funziona ma è limitata, spesso dal budget. Qui ha senso valutare un aumento graduale.

Un numero in più: la quota impressioni

Se vuole fare un passo avanti, la quota impressioni indica in che percentuale delle ricerche disponibili il suo annuncio è comparso. Google mostra anche quanta parte è stata persa per budget e quanta per ranking. Se perde molto per budget e il costo per contatto è buono, ci sono probabilmente altri clienti che la stanno cercando e non la trovano. Se perde per ranking, conviene lavorare su qualità degli annunci e offerte prima di spendere di più.

Gli errori di lettura più comuni

  1. Guardare una settimana sola. Con budget piccoli i numeri oscillano molto: meglio ragionare sul mese e confrontarlo con quelli precedenti.
  2. Confrontarsi con medie trovate online. I valori cambiano molto tra settore, zona e periodo. Il confronto utile è con i propri mesi passati.
  3. Contare le visualizzazioni come risultato. Le impressioni dicono quante volte l’annuncio è stato visto, non quante persone l’hanno chiamata.
  4. Ignorare le chiamate non registrate. Se molte persone chiamano dal sito senza che la chiamata venga misurata, il costo per contatto sembra più alto di quello reale.

Dove trovarli nell’account

Non serve essere esperti per trovarli. Nella panoramica delle campagne basta scegliere come periodo il mese appena concluso e attivare il confronto con il mese precedente. Dalle colonne si possono aggiungere CPC medio, CTR, conversioni e costo per conversione; i termini di ricerca si trovano nella sezione delle parole chiave. Una volta impostata, la vista si può salvare e ritrovare ogni mese con un clic, senza rifare il lavoro. Se qualche colonna mostra valori strani, come conversioni molto più numerose delle chiamate ricevute, è il segnale che il tracciamento va controllato prima di trarre conclusioni.

Una tabella mentale da tenere a portata di mano

Ogni mese si può rispondere a quattro domande, nell’ordine:

  1. Quanti contatti ho ricevuto e quanto mi sono costati?
  2. Rispetto al mese scorso (e allo stesso mese dell’anno prima) va meglio o peggio?
  3. Le ricerche che mi hanno portato clic erano quelle giuste?
  4. Sto perdendo ricerche per budget o per qualità?

Se le risposte sono chiare, la campagna è sotto controllo. Se non lo sono, conviene farsi aiutare. Nella nostra gestione delle campagne questi controlli sono la base del lavoro mensile, e prima di partire può farsi un’idea dei numeri con il simulatore di budget Google Ads.

Vuole capire come stanno andando le sue campagne? Il nostro team guarda i numeri insieme a lei e le dice con franchezza cosa funziona e cosa no. Ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure lasci una richiesta dal modulo contatti.

Domande frequenti

Qual è un buon CTR per una campagna di un artigiano?

Non esiste un valore valido per tutti: cambia tra settore, zona, tipo di ricerca e posizione dell’annuncio. Il confronto più utile è con i propri mesi precedenti. Un CTR in calo, a parità di parole chiave, è un segnale da indagare guardando annunci e termini di ricerca.

Ogni quanto devo controllare questi numeri?

Per una piccola attività un controllo mensile approfondito è sufficiente, con un’occhiata veloce ogni settimana a spesa e contatti. Guardare i dati ogni giorno con budget ridotti porta spesso a decisioni affrettate, perché i numeri di pochi giorni oscillano molto e non sono rappresentativi.

Perché Google Ads mostra zero conversioni se ricevo chiamate?

Quasi sempre il tracciamento non è impostato o non è completo. Le chiamate dall’annuncio, i clic sul numero del sito, i messaggi WhatsApp e i moduli vanno configurati come conversioni. Finché non lo sono, Google non può contarli e i dati dell’account restano incompleti.

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