Se Google Ads porta contatti che non diventano lavori, le cause tipiche sono parole chiave troppo generiche, conversioni misurate male, offerte automatiche che inseguono la quantità, annunci troppo vaghi e moduli troppo facili. I correttivi: misurare solo contatti veri, selezionare le ricerche, chiarire prezzi e zone negli annunci e aggiungere qualche domanda al modulo.
Pubblicità su Google per imprese di servizi, servizio professionale per chi riceve richieste ma fatica a trasformarle in lavori pagati. Il telefono squilla, i moduli arrivano, eppure a fine mese i preventivi accettati sono pochi. Succede più spesso di quanto si pensi, e il motivo raramente è “Google Ads non funziona nel mio settore”. Di solito la campagna sta facendo esattamente quello per cui è impostata: portare contatti, senza distinguere tra buoni e cattivi.
I segnali da riconoscere
Prima di correggere, bisogna capire se il problema c’è davvero. Ecco i segnali più comuni di contatti di bassa qualità:
- molte chiamate brevissime, che si interrompono o sono solo una domanda sul prezzo;
- richieste per servizi che non offre;
- clienti che cercano “il più economico” e spariscono dopo il preventivo;
- moduli con dati incompleti, numeri sbagliati o testo senza senso;
- contatti da zone lontane o da persone che cercano lavoro;
- molte conversioni registrate nell’account, ma pochi lavori reali.
L’ultimo punto è il più importante: se l’account dice “50 conversioni” e lei ricorda 15 telefonate vere, qualcosa nella misurazione non va.
Causa 1: conversioni misurate male
È il problema più frequente negli account che analizziamo. Se Google conta come conversione ogni clic sul numero di telefono, anche quando la chiamata non parte, o ogni visita alla pagina dei contatti, i dati sono gonfiati. E se la campagna usa strategie di offerta automatiche, Google cercherà di ottenere più di quelle false conversioni, portando ancora più contatti di scarso valore.
Correttivo: contare come conversione solo azioni vere, ad esempio chiamate dall’annuncio sopra una durata minima, moduli effettivamente inviati, messaggi WhatsApp avviati. Dove possibile, è utile anche importare in Google Ads l’informazione su quali contatti sono diventati lavori, così il sistema impara a cercare clienti simili a quelli buoni.
Causa 2: parole chiave troppo larghe
Una parola chiave come “condizionatori” può portare chi vuole installarne uno, ma anche chi cerca un modello in offerta, chi ha bisogno di un manuale, chi vuole sapere quanto consuma. Con la corrispondenza generica, Google allarga ancora di più le ricerche collegate.
Correttivo: preferire parole chiave con intento chiaro, come “installazione condizionatore”, “tecnico climatizzatori”, “manutenzione condizionatore”, e controllare spesso il report dei termini di ricerca per aggiungere le negative. Approfondimenti per questo mestiere nella pagina Google Ads per tecnici condizionatori.
Causa 3: annunci che attirano tutti
“Prezzi bassissimi”, “Il più economico della zona”, “Preventivi gratis per tutti”: frasi così aumentano i clic, ma attirano proprio i clienti che decideranno solo sul prezzo.
Correttivo: annunci che raccontano il valore e mettono qualche paletto. “Sopralluogo e preventivo scritto”, “Lavori con garanzia”, un’indicazione del prezzo minimo di uscita, se si può dichiarare. Chi cerca il prezzo più basso a ogni costo tende a non cliccare, e va bene così.
Causa 4: un modulo troppo facile
Un modulo con solo nome e telefono riceve molte richieste, ma anche molte poco serie, e a volte attira invii automatici da programmi che compilano i moduli a caso. Un modulo con venti campi, al contrario, non lo compila nessuno.
Correttivo: una via di mezzo. Tre o quattro domande utili, ad esempio comune, tipo di lavoro, tempistica desiderata, eventuale foto. Chi è davvero interessato le compila volentieri; chi stava solo curiosando spesso rinuncia. Il numero di richieste può calare un po’, ma il tempo che lei passa a richiamare persone inutili cala di più. Ne parliamo anche nella sezione landing page per Google Ads.
Causa 5: risposta lenta
A volte il contatto era buono, ma è diventato cattivo nell’attesa. Un cliente che compila tre moduli e riceve la prima risposta dopo due giorni ha già scelto qualcun altro.
Correttivo: organizzare la risposta. Richiamare entro poche ore, attivare le notifiche dei moduli sul telefono, usare un messaggio automatico di conferma. Non è un’impostazione di Google Ads, ma pesa sui risultati quanto le parole chiave.
Come misurare la qualità nel tempo
Senza un minimo di registro, la qualità resta un’impressione: “mi sembra che chiamino solo perditempo”. Con i numeri, invece, si vede se il problema riguarda tutte le richieste o solo una campagna, un servizio, una fascia oraria. Il metodo più semplice è un foglio, anche su carta, con tre colonne: contatto ricevuto, preventivo fatto, lavoro chiuso. Dopo un mese si calcola la percentuale di contatti che diventano lavori e il costo per lavoro chiuso. Un’ipotesi indicativa: se spende 600 euro in un mese e ne ricava 8 lavori, il costo per lavoro è 75 euro. È quel numero, confrontato con il margine medio, che dice se la campagna funziona. Annotare anche da quale ricerca o annuncio è arrivato il contatto, quando possibile, aiuta a capire quali parole chiave portano lavori e quali solo telefonate.
In ordine di priorità
- Sistemare le conversioni.
- Pulire parole chiave e termini di ricerca.
- Riscrivere gli annunci in modo più selettivo.
- Rivedere modulo e pagina.
- Organizzare i tempi di risposta.
Conviene procedere un passo alla volta, lasciando a ogni correzione il tempo di produrre effetti: cambiare tutto insieme rende impossibile capire cosa ha funzionato. Se non sa da dove cominciare, un audit dell’account Google Ads indica quali punti stanno pesando di più nel suo caso.
Più lavori, non solo più contatti
Il nostro team lavora sulle campagne con un obiettivo preciso: contatti che diventano preventivi e preventivi che diventano lavori. Se vuole capire perché le sue richieste rendono poco, ci chiami o ci scriva su WhatsApp al 328 7050460, oppure compili il modulo nella pagina contatti. Il primo confronto è gratuito.
Domande frequenti
Perché Google Ads mi segna più conversioni dei contatti reali?
Di solito perché sono conteggiate come conversioni azioni che non sono contatti veri, come il semplice clic sul numero di telefono o la visita alla pagina contatti. Va rivista la configurazione, contando solo chiamate di durata minima, moduli inviati e messaggi effettivamente avviati.
Un modulo più lungo fa perdere clienti?
Un modulo molto lungo sì, ma tre o quattro domande mirate in genere no. Chiedere comune, tipo di lavoro e tempistica scoraggia soprattutto chi non è realmente interessato. Il numero totale di richieste può calare leggermente, ma la quota di richieste che diventano lavori di solito cresce.
Quanto tempo serve per migliorare la qualità dei contatti?
Le prime correzioni, come conversioni, negative e annunci, si applicano in pochi giorni. Per vederne l’effetto sui lavori chiusi servono di solito alcune settimane, soprattutto se la campagna usa offerte automatiche che devono riadattarsi ai nuovi dati di conversione.
